
Gmunden
La città di Gmunden (Austria) è gemellata con Faenza dal 25 ottobre 2008.
I ritrovamenti dimostrano che la tecnica di produzione della ceramica nella regione di Gmunden era già nota all’età della pietra. Sono stati ritrovati anche reperti di epoca romana, ma è dal Medioevo che la storia ceramica di Gmunden divenne di notevole importanza. I fornaciai producevano stufe di maiolica e ceramica d’uso e decoravano i loro pezzi con motivi decorativi. La prima menzione documentata di una Hafnerhaus a Gmunden risale al 1492.
Nel XVII secolo Gmunden era già considerata una roccaforte della ceramica fine e ornamentale. Si sviluppò la tecnica decorativa della fiammatura, che oggi fa parte del patrimonio culturale immateriale dell’Austria ed è ancora praticata presso la Gmundner Keramik Manufaktur. Risalgono al XVIII secolo le preziose maioliche di Gmundner, alle quali la città ha dedicato un proprio museo.
A partire dal XIX secolo, la storia della ceramica di Gmunden è strettamente legata alla famiglia Schleiss, che avviò il legame tra arte e artigianato caratteristico di Gmunden, collaborando con artisti, soprattutto della Wiener Werkstätte. Anche grazie ai soggiorni estivi della famiglia imperiale nel Salzkammergut, vi fu un vivace scambio culturale tra Gmunden e Vienna.
Negli anni Sessanta e Settanta, i simposi internazionali di Kurt Ohnsorg e il lavoro dello studio di design “Gruppe H” fecero di Gmunden un hotspot della ceramica e un think tank in tutta Europa, con una fusione simbiotica unica di arte, artigianato e produzione industriale.
Il XXI secolo è stato caratterizzato dallo sviluppo della rete internazionale. Il gemellaggio con la città italiana della ceramica di Faenza, l’inserimento nella Strada Europea della Ceramica e nell’Accademia Internazionale della Ceramica (IAC) sono pietre miliari importanti per la cooperazione internazionale istituzionalizzata.







